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Gela


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Gela

GelaCittà della costa meridionale della Sicilia, in provincia di Caltanissetta, con 78.400 abitanti. Il centro ricopre una lunga collina parallela alla costa, alta massimamente 67 metri s.l.m. che domina a sud l’ampio golfo omonimo e, verso nord, la seconda pianura dell’isola.

Ad oriente della città sfocia il leggendario fiume da cui prende il nome, oltre il quale si sviluppa un grande complesso petrolchimico.

Storia. Gela è una delle più antiche città siciliane. I primi stanziamenti sulle colline che orlano la fertile pianura risalgono al V° millennio a.C. La fondazione della colonia dorica da parte dei Rodii e dei Cretesi risale invece al 689 a.C. (Tucidide). Pare che un primitivo insediamento risalga addirittura all’VIII° secolo, suggerendoci che Gela fu probabilmente la prima colonia greca siceliota ad essere fondata.

Nel giro di pochi decenni la città ottenne il controllo di buona parte della Sicilia centro-occidentale fondando numerose sub-colonie, tra le quali Agrigento. La stagione dei tiranni geloi (inaugurata da Cleandro nel 505 a.C.) vide grandi personalità come Ippocrate, Gelone, Gerone e Polizelo. L’apogeo della città greca risale al periodo compreso tra il VI° ed il V° secolo quando contava ben 100.000 abitanti (una metropoli), intratteneva rapporti commerciali con tutti i più importanti empori mediterranei, attirava i più insigni esponenti della filosofia e della letteratura del tempo (come Eschilo) e dominava la Sicilia greca.

Dopo la distruzione cartaginese del 434 a.C. , la città fu ricostruita grazie all’opera di Timoleonte (339 a.C.) recuperando parte della precedente prosperità. Ma nel 282 a.C. il tiranno agrigentino Finzia non ci pensò due volte a distruggere la madrepatria Gela e obbligare i geloi a rifugiarsi ad Ecnòmos (attuale Licata).

In epoca romana la fertile pianura (i “campi geloi”) fu sfruttata soprattutto per la coltivazione del grano, mentre qualche piccola comunità continuava a risiedere tra le maestose rovine della metropoli ellenica che destarono una profonda emozione nell’animo di Virgilio.

Nel 1233 Federico II° di Svevia decide di fondare sul sito della Gela greca una nuova città murata, dotandola di castello e porto, in modo da controllare meglio la costa meridionale e sfruttare la vasta pianura per l’agricoltura. in meno di un secolo, Terranova, nome che suggerisce l’esistenza di una “Terravecchia” accanto al nuovo insediamento (il borgo medievale di Eraclea), fu edificata per gran parte coi ruderi della città greca.




in meno di un secolo la città demaniale raggiunse i 12.000 abitanti, classificandosi secondo centro siciliano dopo la capitale Palermo, e registrando una fiorente economia soprattutto in campo agricolo, marittimo ed artigianale (ceramica). Infeudata durante il XVI° secolo, conservò tuttavia le prerogative di città demaniale e attraversò vicende alterne sino al 1900.

La restituzione del glorioso toponimo di Gela nel 1927 sembra riaccendere i riflettori sulla città che in meno di quindici anni fu al centro dell’attenzione per il primo sbarco alleato anglo-americano (1943), il ritrovamento delle mura greche (1948) e la scoperta del petrolio (1956). Divenuta tra anni ’50 e ’60 una delle maggiori mete turistiche dell’isola, Gela fu scelta quale sede di un grande complesso di lavorazione del greggio per risollevarne l’asfittica economia.

Ma al contrario tale realizzazione provocò una caotica espansione urbana incentivata dal raddoppio del numero di abitanti nel giro di trent’anni, uno scempio ambientale senza precedenti e soprattutto non migliorò la grave disoccupazione che attanaglia ancora oggi i gelesi.

Urbanistica e Monumenti. La città di Gela, almeno nella sua parte antica, presenta una maglia urbana a scacchiera che ricalca il sottostante impianto greco (pianta ippodamea) con lunghe arterie parallele alla costa intersecate da strade con orientamento nord-sud. La città federiciana, inglobata nell’espansione occidentale del 1583, si presenta dall’alto come un rettangolo irregolare caratterizzato da due assi ortogonali (il Corso e la via Bresmes, già Marina) nel cui punto d’incontro si apre l’ariosa piazza del Duomo.

Già a metà ’800 l’esigenza di nuove abitazioni portò alla creazione di nuovi quartieri abitati verso ovest (Borgo, Rabatello), a sud (Sperone e Bastione), a sud-est (Orto Buget) e a nord (Stazione). La cittadina, mantenutasi decorosa e ricca di antiche vestigia sino agli anni ’50 del XX° secolo, fu travolta a partire dal decennio successivo da una disordinata espansione urbana, con la distruzione di numerosissimi monumenti (una dozzina di chiese, palazzi nobiliari, ecc…).

Oggi la città di Gela è la quinta della Sicilia per numero di abitanti ma la quarta per dimensioni urbane. Gli assi viari più importanti, oltre al corso principale, sono viale Venezia, viale Federico II° (Lungomare) e l’asse di via Crispi/Generale Cascino, che attraversano tutta la città da est ad ovest per circa 6 chilometri.

L’unica esperienza urbana di rilievo riguarda la realizzazione nel 1961 del quartiere residenziale di Macchitella, poi ampliato verso est, che ricchissimo di verde e caratterizzato da ampi viali e piazze si sviluppa sulla costa occidentale oltre la collina.

I principali monumenti qui di seguito descritti si trovano lungo un immaginario itinerario tra la zona occidentale e quella orientale della collina, includendo quelli che si trovano nei dintorni della città.

in località Capo Soprano (viale Indipendenza) si trova il Parco archeologico omonimo, presso il quale è possibile ammirare il maggior esempio d’architettura militare greca al mondo: le Fortificazioni Greche di epoca timoleontea (IV° secolo a.C.) Il tratto rimesso in luce è di circa 400 metri e si è conservato perfettamente sotto una coltre di sabbia per oltre 2000 anni. La particolarità sta nella tecnica costruttiva: la parte superiore delle mura è in mattoni d’argilla cotti al sole, comunemente detti “crudi".

Da non perdere nel parco il belvedere con spettacolare panoramica sulla costa gelese. A circa 400 metri dal Parco, nel piazzale d’ingresso della casa per anziani “Aldisio” (via Europa) sono esposti i resti del complesso delle Terme Ellenistiche (IV° secolo a.C.), un complesso che con le sue 36 vasche e gli impianti di riscaldamento e scarico sotterraneo, rappresenta l’esempio più antico e all’avanguardia d’Italia.

Imboccando il corso principale (via Palazzi), si giunge dopo circa 500 metri nel largo prospiciente l’ingresso del cimitero Monumentale. Accanto a questo c’è la chiesetta di San Biagio (1099), in stile bizantino, che rappresenta la più antica chiesa rimasta in città, con l’annesso convento oggi sede della Biblioteca Comunale.

Dopo una lunga passeggiata attraverso il corso Salvatore Aldisio (in piazza S. Giacomo si noti il portale ogivale trecentesco) si può raggiungere imboccando la via Cappuccini (destra) soprastante la Villa Garibaldi (1878), la Chiesa della Madonna delle Grazie, con facciata in stile gotico e un pregiato polittico ligneo al suo interno.

Ritornando sul corso, superato l’incrocio con via Matteotti, si entra nella cosiddetta città “murata” dove si iniziano a notare le prime residenze signorili quasi sempre in stile liberty. Subito a destra, per via Trieste, si arriva alla settecentesca Chiesa del Carmine che impreziosisce piazza Roma. Continuando sul corso Vittorio Emanuele, dopo pochi metri si eleva, sulla destra, la Chiesa del Rosario (1796) che custodisce uno sfarzoso interno tardo-barocco e un alto campanile con cuspide maiolicata.

Poco oltre si giunge nel cuore di Gela, piazza Umberto I°, dominata dalla mole della neoclassica Chiesa Madre (1766-1844). In pietra arenaria, il duomo presenta un prospetto con due ordini di colonne doriche e ioniche, la cupola e la torre campanaria. Nell’interno a tre navate, con pianta basilicale, si notano bei dipinti (Madonna dell’Alemanna, Transito di Maria e Assunzione della Madonna del Tresca), monumenti funerari marmorei, un preziosissimo altare misto in marmo policromo e vetro.

Alle spalle del duomo, lungo la via Senatore Damaggio, si trova la Chiesa con l’attiguo Monastero di clausura di S. Benedetto (XV° secolo). Guardando il mar Mediterraneo, lungo la via Bresmes si arriva nella piazza antistante il Palazzo di Città (1951), accanto al quale c’è la Chiesa di S. Francesco d’Assisi (1659), impreziosita nell’interno da un soffitto ligneo cassettonato, dipinto e ornato da oro zecchino.

Continuando sul corso, giunti all’incrocio con via Marconi si gira a destra. In fondo si nota, accanto ad un bel palazzo ottocentesco con sfregi risalenti all’ultimo conflitto mondiale, il Bastione di Porta Marina (1240). Superatolo, in viale Mediterraneo oltre alla bella veduta sul mare si notano le vestigia delle mura duecentesche di Terranova, con alcune torri d’avvistamento inglobate nelle recenti abitazioni.

Riprendendo il corso si giunge dopo circa 200 metri nella bella piazza S. Agostino. Qui, un tempo, prospettavano ben cinque chiese, delle quali tre sono state eliminate. Oggi è possibile osservare: la chiesa e il convento di S. Agostino (1439-1783), il nuovo Teatro Comunale (1931), Palazzo Di Fede in stile barocco siciliano, la Chiesa di S. Francesco da Paola con l’annesso ex convento dei Minimi in stile tardo-barocco.

Camminando per altri 300 metri si arriva alla conclusione del corso dove si apre l’ingresso del Museo Archeologico Regionale (1958). Il museo gelese per la ricchezza delle sue collezioni e l’organizzazione espositiva si colloca fra i più interessanti d’Italia. Reperti unici al mondo sono: le tre arule fittili, il ricchissimo Monetiere, le antefisse fittili di sileno e gorgone. Estremamente interessanti sono poi la collezione Navarra con ceramiche tra le più raffinate della classicità, i reperti ritrovati a bordo delle tre navi greche affondate al largo di Gela.

Uscendo dal museo si entra nel Parco Archeologico dell’Acropoli. Lungo la passeggiata archeologica si osserva una porzione dell’antica città greca riportata alla luce del sole, con ruderi di case, sacelli, strade, mura. A sud si estendeva la zona sacra con almeno tre templi di cui oggi restano soltanto i basamenti. Dell’Athenaion, o tempio C, il più maestoso, rimane una sola colonna dorica alta 8 metri.

in via Mare, a poca distanza dall’Acropoli, all’interno del bosco littorio, si visitano i resti del complesso dell’Emporio Greco Arcaico (VI° secolo a.C.), una sorta di cittadella commerciale con vie ortogonali, magazzini, officine, botteghe, nei pressi del sito portuale (foce del Gela).

Numerose altre zone archeologiche sono purtroppo chiuse al pubblico (Tesmophorion, vari quartieri residenziali ellenistici, le Necropoli, Santuari, ecc….).

Nei dintorni di Gela è possibile ammirare in località Mànfria, zona balneare sulla costa occidentale ad 8 km dalla città, la cinquecentesca torre d’avvistamento. Sulla statale Gela-Catania si trovano due zone di interesse: la prima in contrada Grotticelle, con la cinquecentesca Diga che rappresenta il primo esempio d’ingegneria idraulica in Sicilia e, poco distante, la Catacomba preistorica. Più avanti, su uno sperone roccioso che domina la pianura nelle vicinanze del fiume Gela, si eleva il Castelluccio (XII° secolo), antico fortilizio che ospitò anche Federico II°.

Accanto alla moderna diga Disueri si estende la più grande Necropoli preistorica sicula, con oltre 3000 tombe cosiddette “a camera” (cioè sulla parete rocciosa del monte). Infine sulla provinciale Gela-Scoglitti si estende la Riserva Naturale Orientata del Lago Biviere di Gela, gestita dalla LIPU.

Il Biviere è il più grande lago costiero della Sicilia, e l’unico naturale sopravvissuto. Qui trovano ristoro numerosissime specie volatili in estinzione che migrano tra Africa ed Europa, oltre che altrettante specie vegetali rare (alcune delle quali si trovano solo qui). Nel casale cinquecentesco dei principi Pignatelli, appena restaurato per ospitare il Museo naturalistico, soggiornò anche Camillo Benso Conte di Cavour durante una battuta di caccia.

Come emerge chiaramente il patrimonio culturale di Gela è ingente e merita di essere conosciuto ed apprezzato da tutti.



La Costa Gelese. Il Comune di Gela vanta una costa lunga quasi 25 km, compresa tra le foci dei fiumi Dirillo e Comunelli. La sabbia fine e dorata, decantata da molti poeti illustri (Quasimodo, Bufalino), attira bagnanti dalle province limitrofe e non solo.

Negli ultimi dieci anni, il Lungomare della città è stato rivalutato con l’apertura di numerosi stabilimenti balneari, locali notturni, di ristoro e ricettivi, parcheggi. In estate, la movida gelese vede riunirsi decine di migliaia di giovani provenienti anche dai centri vicini che si divertono tra musica e gustosissime pizze.

Per chi cercasse una costa ancora incontaminata, con le tipiche dune ricoperte di macchia mediterranea, un acqua limpida (annualmente Goletta Verde conferma la salubrità delle acque del litorale gelese), caratteristici manieri e torri medievali che rendono pittoresco il paesaggio, uno spettacolare tramonto “di fuoco”, può recarsi nella zona di Mànfria e dintorni, imboccando una delle tante traverse lungo la statale 115 Gela-Licata.


FESTE E TRADIZIONI

• Festa della Madonna delle Grazie (2 luglio): La festa di Maria SS. delle Grazie è certamente l’evento religioso più sentito dai gelesi. L’evento apre la stagione balneare in città e attira numerosissimi devoti anche dai paesi vicini. Il 2 luglio, giorno della ricorrenza, si apre con la messa mattutina presso l’omonima chiesa trecentesca (con annesso convento dei padri Cappuccini) seguita dai giochi pirotecnici di mezzogiorno (la “maschiata” in dialetto). Nel pomeriggio, intorno alle ore 16, inizia la processione dello splendido simulacro della Madonna per le principali vie della città alta.

Durante la processione i devoti camminano scalzi portando un grande cero decorato. Inoltre, i bimbi bisognosi di una grazia o già graziati vengono spogliati dinnanzi il simulacro della Madonna. Al termine della processione (sempre dopo la mezzanotte) la giornata viene conclusa dai giochi pirotecnici a mare.

Già nella settimana precedente alla festività vengono organizzati tornei sportivi, convegni, il mercato al lungomare e altre manifestazioni, in una città riempita di luci e fiori. Questa festa è senz’altro una delle più belle e ricche di folklore in Sicilia.

Festa della Patrona Maria SS. dell' Alemanna (8 settembre): La festa della Patrona di Gela, Maria SS. dell’Alemanna, vanta origini antiche. Il giorno della ricorrenza (8 settembre) viene portata in processione, per le vie principali della città alta, l’icona bizantineggiante della Madonna, custodita in chiesa madre.

Per l’occasione in città si svolgono diverse manifestazioni tradizionali, come: la “cuccagna a mare”, una gara su un lungo tronco insaponato sospeso sul mare; “Sperone Arte”, una rassegna di artigianato siciliano tra i cortili medievali del centro storico; il mercato al lungomare. Inoltre si svolgono tornei sportivi, convegni, mostre, concerti.

Festa di San Giuseppe (19 marzo e 1 maggio): Elemento tipico di Gela sono le tavole imbandite per la festività di San Giuseppe. Già diversi mesi prima, le famiglie devote umilmente girano per tutta la città e chiedono un’offerta in denaro che servirà per l’acquisto dei generi alimentari necessari ad “apparecchiare” le grandi tavole.

nel giorno della ricorrenza (19 marzo) nelle case dove viene imbandita una tavola (diverse decine nei vari quartieri cittadini) si volge un particolare rito che consiste nell’invitare dei poverelli del quartiere a impersonare la Sacra Famiglia (Gesù, Giuseppe e Maria). Accompagnati da una moltitudine di bimbi che annunciano il loro arrivo, vestiti con candide tuniche e con la testa inghirlandata, i tre poverelli bussano tre volte alla porta decorata con palme.

Allora viene spalancata la porta e i tre poverelli vengono accolti da un grande applauso accompagnato dal grido “Viva Gesù, Giuseppe e Maria!”. Quindi i tre vengono invitati a consumare le mille bontà della tavola dopo aver digiunato nella giornata precedente. Alla fine i poverelli porteranno con loro il resto dei generi alimentari e non avranno problemi per le settimane seguenti!

Sempre in onore di San Giuseppe, il 1° maggio o la domenica successiva, nella chiesa di S. Agostino e nella piazza antistante si svolge un’altra festa di San Giuseppe (che in quella chiesa viene venerato) altrettanto seguita dai gelesi.

Il clou della festa avviene in serata quando in piazza si svolge il “gioco ddo iaddruzzu” (il gioco del galletto o della pentolaccia) che consiste nel riuscire a colpire e far cadere una pentola d’argilla contenente un gallo vivo che appesa ad una corda viene fatta traballare in mezzo alla piazza. Il poverello che riuscirà nell’intento porterà a casa il gallo per mangiarlo assieme ai suoi familiari. Oggi, in seguito alle proteste degli ambientalisti, nella pentolaccia vengono messi dei doni e un pupazzo. La serata si conclude con i giochi pirotecnici.

Venerdì Santo (Pasqua): Il Venerdì Santo, culmine dei festeggiamenti pasquali a Gela, è un evento denso di tradizioni, storia e fede. Di mattina il Cristo, custodito in Chiesa Madre, viene portato in processione sino al Calvario, dove viene messo sulla croce. Una folla immensa di gente si riversa in quella piazza, attendendo sino al tardo pomeriggio il trasferimento nell’urna (in legno ornato d’oro zecchino) del Cristo che, dopo, verrà riportato in Chiesa Madre. Durante la processione anziane donne cantano il cosiddetto “lamentu”.


Tradizioni culinarie gelesi. Gela è la patria del primo gastronomo della storia, Archèstrato, vissuto nel IV° secolo a.C. La tradizione gastronomica gelese risente perciò degli influssi delle varie civiltà che hanno dominato il territorio (greci, arabi, normanni).

Gela era il granaio di Roma e pertanto le preparazioni a base di grano costituiscono una specialità di questa zona: pane, pizze, impanate, calzoni, focacce. In particolare il pane di Gela è considerato come uno dei più gustosi in assoluto (tipico è il pane di S. Giuseppe). Le impanate invece si possono preparare in mille modi, farcendole con la salsiccia, col baccalà, coi broccoli, coi spinaci, a piacere. Le pizze sono di due tipi: rossa con pomidoro, cipolla, origano, olive; bianca con rosmarino, acciughe.

Essendo una città di mare numerose sono le specialità di pesce. I protagonisti del mare gelese sono i gamberoni (le mazzancolle in particolare), le triglie, i calamari, pesce spada, polipetti, seppie, cefali, spigola e vari tipi di pesciolini che si mangiano fritti costituendo una vera prelibatezza.

Primi piatti tipici di Gela sono la pasta coi finocchi “rizzi” (selvatici), con la ricotta, con le telline.

Secondi piatti immancabili sono: i carciofi (arrostiti o ripieni cotti in pentola), la salsiccia o la costola di maiale alla brace, il sanguinaccio, le melanzane (fritte o ripiene), le interiora di agnello fritte, il falsomagro.

I contorni sono numerosi: olive fritte; insalate di tutti i tipi; le “cchiappe” (pomodori secchi), i carciofini sott’olio, ecc…

Nella Piana di Gela si producono prodotti tipici, quali: il carciofo violetto di Sicilia, il pomodorino ramato (più gustoso di quello “tipo Pachino”). A Gela un’antica tradizione è la produzione di “astrattu”, salsa stesa su grandi tavole esposte al sole che poi viene imbottigliata e conservata per l’intera stagione.

I dolci che si trovano nelle vetrine delle pasticcerie gelesi sono: raviole di ricotta (con la cannella e una goccia di cioccolato), le “sfingi” (frittelle al miele o zucchero), le paste di mandorla “di casa” (mandorla grezza), le colombelle, gli agnellini e le campane (dolci pasquali), le cotogne, la frutta martorana, la cassata, i cannoli di ricotta, i mostaccioli (mastazzola), i rami (coi fichi secchi), le “tutù” (farina, cacao).


La redazione di questo sito ringrazia sentitamente il Sig. Marco Giardina che ha inviato tutto il materiale inserito in questa pagina.





Informazioni Utili :


Stato : Italia
Regione : Sicilia
Altitudine : 67 m s.l.m.
Superficie : 277 kmq
Abitanti : 78.400
Frazioni : Mànfria (e Roccazzelle, Puntasecca, Femmina Morta, Piana Marina, Borgo Mànfria, Priolo, Ponte Olivo, Medica, Settefarine, Poggio Blasco).
Comuni Contigui: Caltagirone, Mazzarino, Acate, Niscemi, Butera
CAP : 93012
Prefisso telefonico: 0933
Nome abitanti : Gelesi
Festa patronale: 08 Settembre
Santo Patrono : SS. Maria dell'Alemanna
Feste e Sagre: -Febbraio: Carnevale di gela
-Febbraio: Vasi attici di gela nel mondo
-Dicembre: I presepi dei cinque continenti (Gela)
-Luglio: Festa della madonna delle grazie (Gela)
-Ottobre: Sicani, greci e sicelioti (i corredi delle necropoli e il ruolo dell'antica gela nella sicilia centro-meridionale)
-Settembre: Museo Archeologico Regionale
-Maggio: Libera Tutti Fest
Collegamenti Ferroviari: diretti con Palermo, Caltanissetta, Catania, Modica e Siracusa.
Aeroporti: Catania  (110 km), Comiso (40 km), Palermo (220 km).
Economia: agricoltura, industria, terziario
Collegamenti viari:

- SS 115: da Siracusa, Ragusa, Agrigento  e Trapani.

- SS 417: da Catania

- SS 117 bis: da Enna e Piazza Armerina.

- SS 626: da Caltanissetta (e Palermo via A18)

- E poi attraverso strade provinciali da Butera, Mazzarino, Scoglitti, Niscemi.

Giorno di Mercato: Martedì






Foto di Gela

Orto Pasqualello Frazione Manfria Duomo di Gela
Panorama marino dal corso Aldisio La costa di Mànfria al tramonto

Duomo da piazza Umberto I°