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Rifugio Sant Jorio


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Rifugio Sant Jorio

Tutte le informazioni sul Rifugio Sant Jorio

Il Rifugio San Jorio, ex caserma della Guardia di Finanza, è situato poco sotto l'omonimo passo che collega l'alto Lario con Bellinzona ed il Verbano, mettendo in contatto le valli Albano e San Jorio in Italia, con la val Morobbia in Svizzera.

Il passo era parecchio frequentato nei secoli scorsi; da qui passava la seta prodotta a Como e diretta in Germania e il materiale di ferro della Val Morobbia utilizzato nelle officine di Dongo.



Rifugio Sant Jorio



Il nome dovrebbe derivare da quello del santo eremita a cui è dedicata la chiesetta che sorge poco più in alto.



Il rifugio è gestito dall'associazione "Insieme per i poveri" facente parte del movimento Operazione Mato Grosso, un movimento di volontari che dal 1967 lavorano gratuitamente in favore dei poveri di Brasile, Bolivia, Ecuador e Perù. Il ricavato dalla gestione è devoluto interamente alle loro necessità.

Dopo una sosta al rifugio vale la pena proseguire ancora un poco per raggiungere il passo e la chiesetta e ammirare lo splendido panorama. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia dalle Alpi Svizzere fino al Rosa e al Cervino.



Come arrivare al Rifugio Sant Jorio

Dalla Bocchetta di Germasino


Con la statale 340 seguiamo il lago di Como fino a Dongo dove imbocchiamo verso ovest la provinciale n. 5 che sale a Stazzona, Germasino e Garzeno.

Arrivati a Garzeno, al primo tornante destrorso, ignoriamo la deviazione che porta a Brenzeglio (vedi il primo itinerario).

Ad un successivo tornante sinistrorso, prendiamo invece la deviazione per S. Anna e la Bocchetta di Germasino.

La strada, tra boschi di castagni, sale con vari tornanti lungo le pendici del Monte Cortafon; supera la chiesetta di S. Anna ed il vicino posto di ristoro e perviene alla Bocchetta di Germasino (m. 1239).

Continua poi lungo il versante nord del monte, dapprima ancora asfaltata e poi sterrata.

Durante il periodo invernale, l'esposizione a nord del percorso, dalla bocchetta fino al Rifugio Il Giovo, fa si che la strada sia ghiacciata o innevata.

Dobbiamo pertanto parcheggiare la macchina e incamminarci consapevoli che raggiungeremo il Rifugio San Jorio solo dopo una dozzina di chilometri di cammino.

Nella bella stagione invece, fino al Rifugio Il Giovo, la strada è percorribile anche in auto, meglio se con un fuoristrada in quanto il fondo stradale non è in perfette condizioni.

I primi ottocento metri circa, dopo la bocchetta, sono ancora asfaltati. Continuiamo poi su fondo sterrato procedendo quasi in piano e a mezza costa nel bosco.

Ignoriamo una stradina a sinistra che conduce all'Alpe Brunedo e dopo km 3.3 di cammino arriviamo ad un bivio.

Alcuni cartelli indicano che andando a destra, dopo duecento metri in leggera discesa, si arriva al Rifugio Mottafoiada (m. 1316), mentre continuando diritto potremo raggiungere i rifugi Il Giovo, San Jorio e Sommafiume.

La sterrata comincia a salire leggermente e poco dopo vediamo sulla destra, sotto di noi, il Rifugio Mottafoiada.

Continuiamo poi con alcuni tornanti, ma sempre con poca pendenza, uscendo dal bosco e risalendo il versante nord del Motto di Paraone (m. 1809).

Superiamo un ruscelletto che scende da sinistra e passa sotto la strada.

Poi, prima e dopo un tornante, passiamo per due volte sotto i cavi dell'alta tensione.

Superato un altro piccolo rivolo d'acqua che passa sotto la strada, raggiungiamo una fontana (m. 1595) a monte della quale sulla destra è situata una baita.

Per tracce di sentiero possiamo salire a destra, raggiungere la baita e poi continuare in salita verso destra fino a un casello dell'acquedotto dove torniamo ad immetterci sulla sterrata.

Avremo così accorciato un poco il cammino tagliando il tornante. Naturalmente in alternativa possiamo seguire la strada facendo un giro più ampio.

A destra, sull'altro lato della vallata vediamo una malga, un'altra invece è situata nel fondovalle.

Guardando in fondo, in alto a destra, cominciamo a vedere la sagoma del Rifugio San Jorio nei pressi dell'omonimo passo.

Un tratto quasi in piano conduce sull'ampia insellatura del Motto di Paraone tra le due valli di San Jorio e Dongana ove è situato il Rifugio Il Giovo (m. 1714).

Se siete arrivati fin qui in auto ora dovete parcheggiare, il traffico infatti non è ulteriormente consentito.

Continuiamo poi come descritto nel primo itinerario fino al Rifugio San Jorio.


- Tempo impiegato ore 3.20 - Dislivello: m. 741




Da Brenzeglio

Con la statale 340 seguiamo il lago di Como fino a Dongo dove imbocchiamo verso ovest la S.P. 5 che sale a Stazzona, Germasino e Garzeno.

Arrivati a Garzeno, al primo tornante destrorso, lasciamo la provinciale e continuiamo diritto con via San Jorio (m. 640). Attraversato il paese, troviamo un bivio dove la segnaletica indica a sinistra il Ponte delle Seghe e a destra il Santuario Quang, Brenzeglio (1 ora a piedi), e i rifugi Il Giovo e San Jorio.

Andiamo a destra. La strada stretta e ancora asfaltata sale nel bosco e supera il santuario della Madonna di Quang (m. 800) davanti al quale c'è un ampio parcheggio.

Più avanti, presso una curva a destra, l'asfalto termina (m. 925). Qui c'è un piccolo slargo e posto per tre o quattro auto. Il tratto successivo su fondo sterrato è più adatto ad un fuoristrada che a una vettura normale tuttavia procedendo con cautela è possibile continuare fino a Brenzeglio (m. 979).

Raggiunto l'abitato, nei giorni festivi, potremmo trovare il poco spazio per parcheggiare già occupato dalla gente del posto.

In tal caso è possibile lasciare la macchina un po' prima, presso uno slargo sulla destra situato tra una cascata e una nicchia nella roccia contenente una madonnina nera (m. 965).

All'inizio di Brenzeglio ci sono una fontana e un bivio. I segnavia indicano a sinistra: il Ponte di Begua e l'Alpe di Fraccia; a destra: il Rifugio Il Giovo a ore 2, il Rifugio S. Jorio a ore 3 e il Rifugio Sommafiume a ore 3.10.

Ci incamminiamo con una sterrata in leggera salita nel bosco passando tra le vecchie abitazioni e i "mason". Questi ultimi sono degli edifici rurali, caratteristici di questi luoghi, formati da una stalla a pian terreno e un deposito di foglie nel sottotetto. Il tetto è alto e molto spiovente ed è ricoperto di paglia.

Lasciata a destra un'altra fontana, superiamo le ultime case e con percorso quasi pianeggiante tra prati e qualche albero di noce, iniziamo a percorrere a mezza costa il lato destro della valle Albano sulle pendici meridionali del Monte Cortafon.

Passiamo sotto una teleferica e in leggera salita raggiungiamo le case dei Monti di Ciaccio (m. 1020).

La strada alterna tratti su sterrato, selciato o cemento.

Troviamo un'altra teleferica e dell'acqua che scende da destra e bagna la strada.

Percorriamo un tratto in salita e poi continuiamo quasi in piano su fondo sterrato.

Presso una curva a sinistra vediamo più in basso un torrente. Poi riprendiamo a salire con vari tornanti.

Più in alto, tra i prati, c'è una baita.

Un sentiero che arriva da destra si immette sulla stradina (m. 1110).

Continuando con vari tornanti raggiungiamo le case di Piazza Cavada (m. 1175).

Ad un tornante rivediamo il sottostante torrente e, dopo un tratto tra i prati, arriviamo alle ultime tre baite dell'alpeggio seguite da una fontana che però non butta acqua (m. 1210).

Vediamo un'altra casa, un po' lontana dalla strada e proseguiamo con poca pendenza e diversi tornanti.

Più avanti, presso un tornante destrorso (m. 1375) cominciamo a vedere in lontananza la bianca sagoma del Rifugio Il Giovo. Sul lato opposto possiamo invece ammirare una parte del lago di Como ai piedi del Monte Legnone.

Raggiungiamo il Dosso di Brento e lo attraversiamo quasi in piano (m. 1435).

Poi in leggera salita arriviamo all'Alpe di Brento dove troviamo una baita, una lunga stalla e una sorgente la cui acqua allaga la strada (m. 1461).

Superiamo due caselli dell'acquedotto ed un tratto selciato, poi la stradina ridiventa sterrata ed in lontananza torniamo a vedere il Rifugio Il Giovo.

Troviamo una targa in marmo a ricordo di due finanzieri deceduti.

Percorriamo un tratto in piano fino ad una curva a sinistra deve un rivolo d'acqua bagna il percorso; poi continuiamo in leggera salita.

Un altro rivolo passa sotto la strada. Ora la pendenza aumenta.

Troviamo una targa a ricordo di due finanzieri e del loro cane, travolti da una valanga (m. 1630) e poco dopo un'altra targa a memoria altri due finanzieri.

Percorriamo un tratto su fondo selciato e vediamo ancora una targa commemorativa; questa volta è in bronzo e ricorda un partigiano.

Torniamo su fondo sterrato e raggiungiamo l'ampia insellatura del Motto di Paraone tra le due valli di San Jorio e Dongana dove è situato il Rifugio Il Giovo (m. 1714).

Lasciato a destra il rifugio e la fontana, continuiamo in piano seguendo i tralicci e immettendoci sulla sterrata che proviene dalla Bocchetta di Germasino (vedi il successivo itinerario).

In alto a destra è ben visibile il Rifugio San Jorio.

Il Rifugio Sommafiume invece è più lontano e più difficile da individuare. Chi dispone di un binocolo o di un'ottima vista può provare a cercarlo a sinistra in cima ad un dosso, alla testata della Valle Albano.

Seguendo la sterrata bastano pochi passi per arrivare ad un bivio. Sulla destra ci sono due tavoloni in legno con relative panche e una fresca fontana con vasca. I segnavia indicano a sinistra: il Pizzo di Gino a ore 3.15, Vegna a ore 4.15, la Val Cavargna, il Rifugio Sommafiume a ore 1.15 e il Rifugio Menaggio a ore 8.15; a destra: il Rifugio San Jorio a ore 0.50, il Passo San Jorio a ore 1, i Laghi di Roggio a ore 1.30 e il Monte Cardinello a ore 4.30.

C'è anche una bacheca che indica a sinistra il Laboratorio di Ricerca e Didattica Ambientale Nembruno.

Andiamo a destra. La stradina ha poca pendenza e alterna tratti sterrati ad altri con il fondo lastricato.

Nei pressi di un casello dell'acquedotto (m. 1765), ignoriamo una stradina che scende a destra all'Alpe Possolo.

Superiamo un'ansa dove un ruscelletto passa sotto il percorso. Qui la parete della montagna è coperta da rododendri.

Poco sopra ci sono diverse tane di marmotte che vediamo fuggire precipitosamente al nostro apparire. Nei pressi del Giovo avevamo incontrato un cervo. Ciò dimostra quanto poco siano frequentate queste vallate e come siano ancora incontaminate.

Il fondo della stradina torna ad essere lastricato e rimarrà così fino al rifugio.

Compiamo un giro verso destra superando in successione sei torrentelli che scendono dalla montagna e passano sotto il percorso.

Più avanti un sentiero si stacca sulla destra (m. 1915) e un segnavia indica da quella parte l'Alta Via del Lario, i Laghi di Roggio a ore 1 e la Capanna Como a ore 8.30. Continuando con il nostro cammino lo stesso segnavia segnala il Rifugio San Jorio a 20 minuti e il confine italo-elvetico.

Poco più avanti c'è un picchetto piantato nel mezzo della strada per impedire il transito a chi fosse arrivato fin qui in auto.

Sulla destra parte una teleferica di servizio ad una baita che vediamo in alto.

Ancora pochi passi e la strada termina davanti al Rifugio San Jorio.



- Tempo impiegato ore 2.50 - Dislivello: m. 1001




Itinerari e sentieri nei pressi del Rifugio Sant Jorio

Escursioni partendo dal Rifugio S Jorio:

• al Passo San Jorio (m. 2017) in ore 0.10
• alla Chiesetta di San Jorio (m. 2040) in ore 0.15
• alla Bocchetta del Lago (m. 2135) in ore 0.40
• ai Laghetti di Roggio (m. 1995) in ore 1
• al M. Marmontana (m. 2316) in ore 1
• alla Cima di Cugn (m. 2237)
• al Rifugio Capanna Como (m. 1790) in ore 8.30
• a Biscia (m. 1995) in ore 1.20
• alla Capanna Gesero (m. 1765) in ore 1.45
• ai Monti di Ruscada (m. 1112) in ore 2
• a Carena (m. 958) in ore 2.50
• all'Alpe di Giumello (m. 1752) in ore 1.25



Servizi e prezzi del Rifugio Sant Jorio


Listino prezzi sul sito ufficiale: https://www.rifugiosjorio.it