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Borghi d'Italia


I Borghi d'Italia


Borghi

Il borgo è sinonimo di centro abitato. Negli anni passati questa nomina era solitamente riservata a paesi di importanza rilevante che avevano un mercato e una fortificazione. Data la presenza di codeste strutture il borgo era differente dal "villaggio".

Il borgo nel periodo medievale erano case formatesi intorno alla città. Si estendevano sui bordi delle strade principali che confluivano alle città. Solitamente i borghi raggiungevano dimensioni più elevate rispetto alla stessa città, causando che venissero successivamente demolite le mura del centro principale per poi essere ricostruite inglobando i borghi al di fuori.



I Borghi, le persone, i sapori, le voci, i colori, la storia.
Comunità che ancora mantengono e possono raccontare le loro antiche tradizioni, i loro stili e ritmi di vita. I borghi sono un sistema di comunità e territori legati tra loro, lungo l'intera Italia, impegnati costantemente a migliorare la qualità del proprio territorio allo scopo di rendere più gradevole la vita ai loro cittadini e ai turisti che desiderano recarvisi per trascorrere una vacanza.

Sono una piccole parti dell’Italia con precise motivazioni che avviano progetti, iniziative ed azioni di crescita, nel paesaggio, nell’identità, nella propria cultura produttiva, nel modo di vivere, nella loro storia e nelle tradizioni del luogo.

Sono realtà che considerano la comunità locale come elemento determinante del proprio sviluppo. La comunità, come luogo, contesto culturale e umano che è sinonimo del buon vivere, tradizioni, gusto, di una dolce dimensione sociale; una comunità che si apre verso l' esterno e diventa una Comunità Ospitale.



Le Comunità Ospitali
Le Comunità Ospitali sono luoghi nei quali i turisti vengono considerati cittadini temporanei dei borghi; ove i cittadini, gli amministratori e gli operatori economici e pubblici condividono un'unica strategia di accoglienza. Nelle Comunità Ospitali, fra caratteristiche residenze immerse nel borgo, piatti enogastronomici tipici d’eccellenza, splendidi paesaggi, folkloristiche feste popolari, si vive un'esperienza autentica, che non è considerabile solo vacanza, ma un’avvenimento indimenticabile.

Le abitazioni delle Comunità Ospitali sono strutture immerse nel patrimonio edilizio caratteristico e storico del borgo, posizionate in edifici ristrutturati dove tutti i dettagli e tipologie architettoniche sono conservate e valorizzate. Tutte le residenze sono arredate con gusto, con l’angolo cottura ed ogni attrezzatura o accessorio in grado di soddisfare le piccole esigenze quotidiane (lavare e stirare indumenti).

Generalmente queste residenze hanno anche un giardino, balconi e finestre ampie che permettono una piacevole vista sul borgo e sui paesaggi circostanti. Nel recupero del patrimonio edilizio delle residenze e nel loro arredamento sono utilizzati criteri di bioarchitettura e sono state considerate soluzioni funzionali orientate ecologicamente. In ogni borgo almeno un'abitazione viene concepita a priori, progettata e costruita per ospitare persone disabili.




Borghi e Castelli tra Padova e Verona
Settembre è il mese in cui rivive il fascino del medioevo, alla scoperta di città murate e dei sapori di terre generose.

Il mese di settembre rappresenta un’occasione per conoscere da vicino le meraviglie nascoste di molti gioielli medievali, che custodiscono palazzi, castelli e scorci d'incantevole bellezza: un itinerario tra leggende antiche, vino buono e buon cibo, da gustare assistendo a tornei che coi duellanti delle “terre di Borghi e Castelli” in un settembre “cavalleresco”.

Soave, Bevilacqua, Cologna Veneta, Este, Montagnana e Monselice sono tappe di un itinerario ove, per rievocare un passato che profuma di storia e leggenda, un rifiorire di eventi che anima vie e piazze di musici, nobili, tenzoni, battaglie, soldati, ma anche di sapori, cultura e arte.

Il primo passo può essere fatto andando a Soave, città chiusa da un’antica cinta muraria con 24 torrioni, dominata dal maestoso castello, nel corso della “Festa dell’Uva”, la 3^ domenica di settembre. La più antica d’Italia, che annovera i natali nel 1929 ad opera del presidente della Cantina Sociale. nel corso della festa è possibile degustare i vini e prodotti tipici della zona, insieme a convegni, eventi culturali, mostre, folklore, e sport. Il momento principale si svolge con l’apertura della Fontana del Vino, da cui sgorga il prezioso “Soave”, e lo spettacolo dei fuochi artificiali che illumina il borgo di Soave e il Castello, facendolo apparire ancora più fiabesco e incantevole.

Poco distante da Soave, a Sprea Badia Calavena, nell’ Est Veronese, la 2^ domenica del mese di settembre, ha luogo la Festa delle Erbe Officinali nel rinnovato Erbecedario. Nel corso della giornata sono in programma convegni sui temi erboristici, dell’alimentazione, fitoterapeutici ed ambientali. E' possibile degustare piatti a base di erbe e specialità tipiche Lessine a cui si può far seguire una passeggiata fra piante officinali. Nel corso della giornata si svolgeranno dimostrazioni di lavorazione delle erbe.

Visitato e degustato il primo pezzo dell'itinerario tra Borghi e Castelli, ci si può avviare verso Cologna Veneta, caratteristico borgo che contiene resti medievali e veneziani. Nella prima settimana di settembre le strade e le piazze del nucleo storico verranno allietate da manifestazioni ed eventi durante l’iniziativa denominata “Settembre Colognese”.

Tra Cologna Veneta e Montagnana si deve effettuare una visita al Castello di Bevilacqua, costruito nel 1136, che tutt'ora rivive i fasti del passato a causa di eventi e manifestazioni del medioevo che si svolgono nella cinta muraria.

Un passato ancora “vivo” ci aspetta a Montagnana, borgo medievale chiuso da una imponente cinta muraria di quasi 2 km, a settembre con il “Palio dei 10 Comuni del Montagnanese”. Il borgo risuona dallo scalpitare dei cavalli, dal rullare dei tamburi e dagli squilli dei suonatori e le vie si tingono dei colori delle bandiere al vento dal verde del Vallo della Rocca degli Alberi oppure il rosso dei mattoni della cinta muraria, dove i Comuni si fronteggiano in prove di destrezza, abilità, forza e coraggio.




Il momento più eccitante della giornata è rappresentato dalla ocrsa dei cavalli in un tragitto che rievoca il Circo Massimo romano in cui si sfidano i rappresentanti dei Comuni del Montagnanese in una gara all'ultimo metro. Di sera, dopo la fiaccolata, si svolge lo spettacolare “incendio della Torre”, in rievocazione del fuoco dato alle mura dal despote Ezzelino.

Tra Montagnana ed Este bisogna far visita a Carceri, che deve la sua notorietà all’ Abbazia che appare tra il verde e che fu per molti anni un nucleo di cultura e di fede.

Terra dei Veneti Antichi prima e poi città feudo degli Estensi, Este mantiene la imponente cinta muraria e l’area del Castello, che, con il Museo Archeologico Nazionale, consente una passeggiata tra ler bellezze di antichi monumenti e civiltà.

Le prime domeniche di settembre il comune di Monselice, riapre le porte del Medioevo con “La Giostra della Rocca”. La prima domenica si svolgeranno le Gare degli Scacchi, che portano gli appassionati in Piazza Mazzini, da cui è possibile osservare il maestoso Castello. La seconda domenica, dal mattino fino a sera, si potrà vedere all’interno del mercatino medievale in costume, le prove di abilità degli arcieri, di velocità degli staffettisti e di forza nella gara della Macina.

La terza domenica è la più affascinante: una sfilata di oltre mille figuranti, in costumi medievali, al seguito di macchine da guerra in scala naturale, gruppi artigiani o piccole botteghe del periodo e per concludere il personaggio storico più importante di ognuna delle contrade. Dopo il mezzogiorno nella Cava della Rocca proseguono le emozioni nella Gara della Quintana: una corsa con gare di abilità. La quintana è un braccio fisso sulla quale i cavalieri devono inserire degli anelli di diametro sempre più piccolo, fino a definire la contrada migliore che riceverà l'agognato Palio.



Tour dei vini
Monte Amiata tra Toscana, Umbria e Lazio dal 7 al 14 Giugno. Il Monte Amiata è un vulcano antico, polmone verde della regione Toscana, dove una grande foresta di faggio arriva ai 1734 mt della cima. Ai suoi piedi una decina di borghi medioevali, nati nelle vicinanze delle sorgenti. Una moltitudine di paesaggi straordinari. Al di sotto dei 1000 mt, il faggio lascia il posto ai castagni. A questo albero e alla castagna si deve la presenza di una cultura e di una enogastronomia veramente tipica. Scendendo troviamo le colline che arrivano fino alla Val D’Orcia e alla Maremma. Incontriamo inizialmente il paesaggio di olivi e poi le vigne, che si protraggono dolci colline delle più caratteristiche aree vitivinicole Toscane (Montalcino, Montecucco, Montepulciano e Scansano). In queste zone si può soggiornare in deliziosi rifugi di montagna e degustare la cucina tipica locale: le paste fatte in casa, gli ingredienti freschi, le zuppe, i funghi e le castagne, accompagnate ai grandi vini della zona.

La nostra descrizione pè inerente ai comuni situati ai piedi del vulcano, votati alla produzione di questo vino, e precisamente Barile e Rionero. Appena si arriva, provenendo da Foggia, ci si trova dinnanzi ad un paesaggio da presepe, difatti il comune di Barile è contraddistinto da molte cantine scavate nel tufo, a testimopnianza che il legame dell'uomo con la vigna e la produzione di vino si perde nei secoli.

Percorrendo le viuzze interne del paese, lastricate in pietra vulcanica, si possono visionare le minuscole case, vicine tra loro, dai cortili interni e fontane pittoresche, nel centro ce ne sono circa dieci a testimonianza di una zona ricca di acque minerali. Stupenda è la Fontana dello Steccato, che risale al 1713, scolpita nella pietra bianca, che secondo le leggende, allontana le forze negative.

Meritano una visita le varie chiese e in particolar modo quella di Santa Maria delle Grazie (1571). Curiose sono le origini del dialetto parlato dagli abitanti, infatti nel 1464, colonie di albanesi si stabilirono a Barile, e da quel tempo le usanze e i dialetti sono quelle appartenenti al popolo delle aquile.

Lungo la Via delle Cantine, ci si può fermare alla Locanda del Palazzo per fare due chiacchiere con il gestore, che accotglie i turisti nei suoi antichi locali a volta, raffinati ed eleganti anche nell'arredamento. Si può parlare della gastronomia della zona, di come la dipendenza dalla terra influenza la cucina locale semplice e gustosa: carne, salumi e formaggi prodotti con bestiame nei pascoli locali, peperoncini e peperoni, legumi ed erbe da campo.

Passiamo poi da Paternoster, una delle cantine più rappresentative del paese, che dal 1920 produce il favoloso vino. Il gustosissimo Don Anselmo e altri derivati di alta classe, sono i capostipiti dell'Aglianico a Barile. Possiamo visitare la cantina e le bottaie, dove si i barriques, ma anche grandi botti di legno.

Negli ultimi decenni, grazie alle cantine del posto come Paternoster, D'Angelo e alcune altre, si sta passando dalla vendita delle uve, che partivano per il nord Italia arricchendo quindi cantine che si sono servite di uno straordinario vitigno, alla lavorazione e messa in commercio dell'uva investendo in un prodotto nuovo, che inizia ad essere conosciuto in tutto teritorio nazionale.

Discutendo con la gente del posto, ci è stato detto delle molte autobotti e camion che per l'intero il periodo della vendemmia, passano per il paese, oggi invece ci sono turisti enogastronomici che visitano le cantine antiche per conoscere i personaggi che hanno trasformato l'aglianico nel barolo del sud.