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Palio Marinaro dell'Argentario


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Palio Marinaro dell'Argentario


Palio Marinaro dell'Argentario 2009

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Dal 1937 si corre a Porto Santo Stefano il Palio Marinaro. È una regata che mette in competizione quattro battelli, a quattro vogatori e timoniere, in rappresentanza dei quattro Rioni della città: Croce, Fortezza, Pilarella e Valle.

Il mare, i colori del promontorio, la dura vita dei pescatori e dei naviganti, le attese e le speranze di chi rimane ad aspettarli sulla riva, sono ben rappresentati dalla fatica dei quattro equipaggi e della partecipazione corale degli abitanti dei Rioni.




La gara ha origini lontane. Si dice che la stessa sia la rievocazione dell'inseguimento di una feluca barbaresca ad una barca di pescatori locali che sfuggirono alla cattura grazie alla loro bravura nella voga. Ma questa è una leggenda, che fa poco onore al coraggio dei Santostefanesi. È piuttosto verosimile che le origini siano altre e risalgono al tempo dei Reali Presidi di Spagna, di cui il Promontorio dell'Argentario faceva parte. Ad avallare questa ipotesi, concorrono disegni di Ignazio Fabbroni, Cavaliere di Santo Stefano che navigava sulle galere della squadra toscana a caccia di pirati. Il Fabbroni, nel corso della sua attività, ebbe modo di ritrarre l'aspetto di Porto Santo Stefano, negli anni dal 1664 al 1667 ed in un suo quadro, sull'acqua calma della baia del Turchese, si notano quattro imbarcazioni a remi con timoniere e quattro vogatori che sembrano aver ingaggiato una competizione per giungere sotto il bordo delle grandi navi ancorate alla ruota.

Il Palio non può non discendere anche, da quell'andare e venire a forza di rematei tra la terraferma e le navi, per imbarcare marinai, ufficiali, soldati, acqua, armi, merci. A forza di remi si esercitava la pesca costiera, a remi venivano trainati anche i velieri quando rimanevano in bonaccia.

Il passaggio dalla fase lavorativa alla fase ludica è automatico e naturale per molte attività umane ed anche per la voga è scattato lo stesso meccanismo. I quattro uomini che per primi arrivavano a terra, ad un certo momento non si accontentavano più dell'occhiata soddisfatta del "padrone", ma cercavano l'ammirazione delle giovani ragazze del borgo e nei giorni di festa sfidavano gli altri rematori. Era nato il "Palio". Non si chiamò subito così. Si parlava di corse di lance, di "guzzi", di "tartaroni", fino al 1937 quando il Comune di Monte Argentario assunse l'organizzazione della regata, dettando norme e regole di quello che fu chiamato Palio Marinaro dell'Argentario.






Programma manifestazioni del Palio Marinaro dell’Argentario



Sito istituzionale: http://www.palioargentario.it