comuni italiani

Mecforpack


Emilia Romagna >> Provincia di Bologna >> Comuni in Provincia di Bologna





Mecforpack Bologna

Meck For Peack

Anche dopo il lancio dell’evento, avvenuto lo scorso dicembre, sono già numerose le adesioni e le pre-adesioni nei confronti di Meckforpack.

La nuova Mostra-Convegno in programma nel quartiere fieristico di Bologna il 5 e 6 giugno 2008, che vedrà esporre i fornitori di lavorazioni meccaniche di precisione, di materiali innovativi, di tecnologie e componentistica per la realizzazione di impianti, macchine automatiche e sistemi per il confezionamento per tutti i campi applicativi.

Perché il Packaging?

Il mondo del packaging rappresenta una delle più floride eccellenze dell’economia italiana, un comparto che ogni anno, immune alle difficoltà dell’economia nazionale, supera i 3 miliardi di fatturato, dà impiego a quasi 17mila addetti e che, assieme alla Germania, contribuisce al 40 per cento della produzione mondiale di macchine per il confezionamento e l’imballaggio e copre circa il 65 per cento dell’intero commercio internazionale.

Perché di fatto è una leadership assoluta, il cui successo può essere rintracciato nell’estrema flessibilità produttiva, nell’orientamento al cliente e nella continua ricerca e forte progettualità dell’intero comparto.

Perché a Bologna?

Perché Bologna è la capitale della cosiddetta “packaging valley”, rappresentando già solo con la sua collocazione geografica un nodo strategico fondamentale. È lungo la via Emilia infatti che si concentrano maggiormente le quasi 250 aziende costruttrici di macchine automatiche per il packaging e i relativi fornitori che costituiscono il comparto italiano delle macchine automatiche e dei sistemi di confezionamento. Cuore produttivo di un sistema che si dirama in tutto il nord, con importanti periferie in Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia.

Leghe di ALLUMINIO e di TITANIO: alcune considerazioni

Le eccezionali proprietà e caratteristiche meccaniche delle leghe di Titanio, consentono di essere utilizzate nell’allestimento di componenti meccanici funzionali, in sostituzione di quelle di Alluminio, soprattutto quando l’affidabilità comparativa d’impiego, degli stessi componenti meccanici, necessita di una coerente contrapposizione alle elevate sollecitazione funzionali, statiche e dinamiche, previste e valutate anche in termini di interventi manutentivi, dei cinematismi operativi, montati sulle varie macchine in genere.

Considerando quindi, in modo opportuno, le rispettive caratteristiche delle leghe di Titanio e di quelle di Alluminio, emergono dai sotto indicati elementi caratteristici, le seguenti inconfutabili valutazioni:

• Peso specifico medio (densità) delle leghe di Titanio per fonderia 4,5 kg/dm3
• Peso specifico medio (densità) delle leghe di Alluminio per fonderia 2,7 kg/dm3

Da quanto sopra emerge quindi evidente che un componente meccanico realizzato con lega di Titanio risulta, a parità di configurazione e volume strutturale, circa l’1,7% di peso in più rispetto ad una lega di Alluminio.

In termini di peso specifico quindi le leghe di Alluminio si presentano con un evidente vantaggio rispetto a quelle di titanio, ma a questo punto è necessario fare alcune altre importanti considerazioni tecnico/comparative rispetto alla scelta fra le due leghe metalliche, che sono poi quelle che rendono le leghe di Titanio meccanicamente più valide, anche in termini di peso complessivo, rispetto a quelle di Alluminio.

E’ pertanto indispensabile valutare le caratteristiche meccaniche delle due diverse leghe sopradescritte, ponendo bene l’attenzione sugli elementi qui sotto riportati:

• Fatto realisticamente “100” le caratteristiche meccaniche delle leghe di titanio, molto simili a quelle dell’acciaio, anche se con un limite di snervamento certamente più contenuto, ma con un peso specifico almeno del 40% più basso di questo ultimo e rapportando altrettanto realisticamente a “25” la resistenza meccanica effettiva delle leghe di alluminio termicamente trattate (solubilizzate ed invecchiate), si evidenzia un rapporto di resistenza meccanica fra le due leghe, di almeno “4 a 1” a vantaggio delle leghe di Titanio.

NEWS DA MATECH: Materiali innovativi per l'innovazione del prodotto

L’innovazione di prodotto, elemento fondamentale per mantenere elevata la competitività delle aziende nel mercato, si attua anche con un’opportuna scelta di materiali e processi innovativi. Materiali e tecnologie già consolidati in alcuni settori merceologici sono spesso fonte di innovazione per altre tipologie di prodotto: il trasferimento tecnologico, grazie all’economia di scala di produzioni già in atto, facilita lo sviluppo di attività di ricerca efficaci, con tempi e costi contenuti.

Matech - Materiali Innovativi, iniziativa del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo di Padova, è una risposta concreta alla crescente domanda del mercato, in termini di ricerca e identificazione di nuovi materiali che permettano soluzioni progettuali innovative e sostengano la competitività delle aziende nel mercato stesso.

Matech si propone come punto d'incontro, primo in Europa nel suo genere, tra la domanda e l'offerta di materiali e tecnologie innovative. Con il metodo di trasferimento tecnologico M.I.T.T. ® lo staff tecnico è in grado di selezionare i materiali e le tecnologie che meglio rispondono ai requisiti tecnici, estetici ed economici richiesti dal Cliente.

MaTech® sarà presente a MECFORPACK con un’esposizione dedicata all’innovazione proponendo campioni di materiali e tecnologie innovativi per tutta la filiera del confezionamento. Verrà inoltre proposto un intervento tecnico-scientifico sulle tecnologie ed i materiali innovativi di punta per il trasferimento tecnologico nel settore OEM del packaging: tale ricchezza di informazione, unita alla trasversalità delle famiglie di prodotto e alla multidisciplinarietà delle tecnologie presentate, stimola in maniera particolarmente efficace i meccanismi della creatività e della generazione di idee innovative.

MATECH sarà presente a MECFORPACK, Bologna 5-6 Giugno

NEWS DA CRIT: La tecnologia di Stampa On Line a configurazione veloce: applicazioni nel settore packaging

Il mercato attuale dei beni di largo consumo richiede una sempre maggiore customizzazione dei prodotti in funzione dei destinatari finali: si va dalla veicolazione di messaggi di tipo informativo e/o promozionale, a soluzioni per la tracciabilità totale del prodotto, a personalizzazioni di lotti di produzione relativamente piccoli.

La stampa digitale offre una valida risposta a tali esigenze. Le caratteristiche di flessibilità e riconfigurabilità dei sistemi di stampa digitali consentono, di fatto, di disporre della completa libertà di personalizzare l’oggetto di stampa. I principali vantaggi di questo tipo di tecnologia di stampa sono infatti:

• la possibilità di generare documenti detti a dato variabile, nei quali, cioè, ciascun foglio presenta delle differenze che, seppur minime, ne rendono impossibile la realizzazione senza la variazione della forma originaria

• non sono necessarie tutte le procedure, più o meno complesse ed onerose sotto vari aspetti, di prestampa e messa a punto caratteristiche delle tecnologie tradizionali (creazione delle forme, messa a punto della macchina, ecc.).

Vi sono interessanti evoluzioni soprattutto nell’ambito della stampa Inkjet, sia in termini di applicazioni già disponibili che di linee di ricerca ancora in via di sviluppo.

Le tecniche di stampa ibrida, per esempio, costituiscono un ottimo compromesso tra costi di processo e lead time del pacchetto stampato. Si tratta di applicare uno strato di stampa digitale su uno sfondo pre-stampato con tecniche tradizionali.

Gli studi si stanno concentrando sull’ottimizzazione nell’uso dei due processi, per ottenere risultati qualitativi accettabili per il consumatore.

Recenti evoluzioni della stampa digitale hanno portato allo sviluppo di tecniche per la stampa elettronica o di display su supporti flessibili. Tali tecniche consentiranno di sviluppare applicazioni estremamente interessanti, come la veicolazione di messaggi promozionali (ad esempio, scontistica) o informativi (ad esempio, data di scadenza del prodotto) “memorizzati” nel pacchetto.




La progettazione e l’integrazione sistematica: alcune considerazioni

Tradizionalmente progettare era quasi sinonimo di disegnare: infatti gran parte dell’attività creativa del progettista consisteva nel disegno di nuovi “pezzi” con i quali realizzare macchine di ogni tipo.

Questa situazione era pressoché simile in ogni settore industriale; le aziende tendevano a privilegiare il “make” piuttosto del “buy” e quindi a massimizzare le lavorazioni interne piuttosto che l’acquisto di componenti “già pronti”.

Le cose sono profondamente cambiata negli ultimi venti anni e attualmente tutti i prodotti sono caratterizzati da un contenuto di “parti acquistate” (“commerciali”) sempre maggiore, mentre si è ridotto il numero e il valore delle parti “a disegno”.

La progettazione ha sempre più un aspetto di “integrazione sistemistica” di componenti per quanto possibili commerciali e standard: l’esempio più tipico è quello dell’aeronautica dove il valore dei componenti di acquisto quali motori, avionica e impiantistica supera di gran lunga il valore della struttura specifica.

Il settore dei beni industriali segue questa tendenza anche se con un certo ritardo: le macchine utensili fanno ormai uso di moltissimi componenti commerciali e le macchine per il packaging seguono, seppure a una certa distanza, questa tendenza.

Possiamo affermare che le componenti commerciali rappresentano oggi un costo da uno a due terzi del totale della macchina; valore che tende ad aumentare a seguito dell’aumento delle componenti elettroniche, della crescita dei potenziali fornitori, della necessità di ridurre i tempi di consegna delle macchine, del progresso tecnologico dei fornitori di componenti. Il ricorso a parti commerciali è però frenato da diversi fattori:

• tradizionale sfiducia verso i fornitori e quindi la predisposizione di filtri tra i progettisti ed i fornitori




limiti dimensionali e frammentazione del mercato: le macchine per l’imballaggio sono di tipologie diversissime con requisiti specifici e prodotte in relativamente poche unità in piccolissimi lotti: la vendita dei componenti è quindi costosa e complessa e anche la selezione del fornitore richiede una consistente attività

frammentazione del mercato dei costruttori e ampio ricorso alla subfornitura con conseguente difficoltà per il venditore di individuare il “decisore” dell’acquisto.

Spesso la scelta dei componenti da acquistare è critica e difficile, quindi “vedere” non basta : bisogna imparare a conoscere l’offerta sul mercato: per superare queste difficoltà e toccare con mano è nata la mostra MECFORPACK.

Nell’ambito del ricco programma convegnistico verranno approfonditi temi specifici quali ad esempio:

MECCATRONICA, utilizzo di tecnologie elettroniche ed informatiche: componenti ma anche i linguaggi ed i metodi di progettazione ed analisi;

SISTEMI DI VISIONE con una panoramica delle molte applicazioni disponibili per rendere le macchine capaci di auto-controllarsi e auto-corregersi in modo da garantire la qualità degli imballaggi prodotti misurandone le deviazioni ed intervenendo sulle regolazioni;

ROBOT come componenti da integrare nelle macchine da imballaggio.